27 ottobre 2008

Studenti, Funghi in città

STUDENTI

FUNGHI IN CITTA′


Quel che comunemente chiamiamo fungo
null’altro è se non il frutto di un organismo più complesso:
nel terreno, sotto ognuno di quei frutti, una fitta rete di filamenti nascosti intrama il sottosuolo, anche per diversi chilometri.

Il frutto, senza le condizioni ottimali, non “spunta” e il fungo resta nascosto.
Poche cose in natura sono rimaste un mistero come i funghi:
in bilico tra il mondo vegetale e il mondo animale,
oggi sembrano costituire un indispensabile equilibrio tra questi due regni.


Gli studenti sono funghi dei sottosuoli di città.
A volte, neanche se li vai a cercare li trovi,
ma sono sotto i piedi, ovunque.

Sopra ciò che non si vede,
si può dire e pensare tutto quel che si vuole.
Questo è il problema dei giovani, in ogni modo studenti.

Così, ora che il mondo “sopra” di noi non è più sostenibile
Noi studenti dobbiamo spuntare fuori,
Mostrarci nei nostri colori,
Ai marciapiedi delle città o nelle metropolitane,
E contaminare l’aria con quel che veramente siamo.

Studente Giulia Antonini

24 ottobre 2006

COMPLIMENTI!

Tengo a farvi i più pieni complimenti per i risultati alle elezioni!
Avete ora davanti a voi una bellissima opportunità da non sprecare.
COMPLIMENTI ALLA LISTA E AL GRUPPO
Giulia

09 ottobre 2006

Legalità come Alternativa 2

Ancora qualche considerazione in risposta al commento di Elia N. su “Legalità come Alternativa” (vedi sotto).

Innanzitutto lo devo ringraziare x aver sintetizzato in poche righe uno dei concetti fondamentali che ho espresso nel post.
C'è però da sottolineare un punto fondamentale: pur essendo determinati a non evadere dai regolamenti, non intendiamo assolutamente rinchiuderci in un legalismo bieco. Nel caso in cui le regole siano sbagliate, è assolutamente necessario fare tutto il possibile x opporsi ad esse, e per farle modificare nell’interesse comune!
Ma in questo caso il nostro modo di porci consente di fare un passo in più: affrontare il problema responsabilmente e combatterlo con le armi previste per farlo, cioè il libero dibattito e l'impugnazione dei regolamenti. Affrontarlo, cioè, sul campo, non evaderlo in modo infantile e arbitrario, con la scusa che l’unico modo per opporsi ad esso è usare la forza!
L'effetto potrà essere a prima vista meno intenso, ma sarà di certo + efficace e duraturo.
E' l'alternativa che proponiamo rispetto a chi predica la "Disobbedienza" come una sorta di sacramento, facendo pertanto in modo che il più forte prevalga sul più debole, e impedendo qualunque tipo di criticità nell’affrontare i problemi.

Elia ha ragione: ad AlternativApertA piace sfidare se stessa con obbiettivi elevati, anche a costo di andare andare in controtendenza, il che significa formulare determinate proposte in quanto le si ritiene giuste di per sé, e non perché siano demagogicamente efficaci o assunte come prassi.

03 ottobre 2006

Legalità come Alternativa

Andrea Martelloni mi ha dato qualche giorno fa un appunto che ripropone, tra i tanti temi, anche quello della legalità, e come questione molto attuale.
Intendo approfondirlo, facendo riferimento alla famosa “questione delle sospensioni” e a come essa sia legata a problemi sostanzialmente burocratici, pur riallacciandosi al tema in senso più generale: le sue origini, infatti, rispecchiano difficoltà di cui risente da tempo la nostra scuola nel gestire l’applicazione delle regole; l’analisi delle sue conseguenze aiuta a individuare lo spirito con cui occorrerebbe applicarsi a trovare delle soluzioni.
Cerco di spiegarlo in breve.
Il regolamento scolastico della nostra scuola, come molti di noi hanno appreso l’anno scorso, prevede che, qualora un gruppo di studenti commetta azioni tali da comportare l’allontanamento dalla comunità scolastica, gli organi incaricati di valutare se e in che misura infliggere loro questa sanzione sono i rispettivi consigli di classe.
[Per chi sia interessato a verificare di persona i riferimenti sono: P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa) >> Regolamento di disciplina degli studenti >> “Diritti e doveri degli studenti” >> articolo 3: “Norme per il funzionamento dell’istituzione scolastica” >> paragr. 3.3 “Sanzioni” >> punto 6 “Allontanamento dalla comunità scolastica”].
Da dove ha origine questa norma?
Il nostro regolamento, come quello di qualunque altra scuola media o superiore italiana, deve mantenersi aderente allo “Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”, approvato dal Presidente della Repubblica il 24 giugno 1998. Esso si suddivide in 6 articoli. L’articolo 4 è intitolato “Disciplina”. Ebbene, la nostra norma prende spunto dal comma 6 dell’art. 4, il quale però dice semplicemente: “Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale”.
Ora, io non so in base a quale criterio, nella stesura del nostro regolamento scolastico, questo comma sia stato interpretato in senso limitativo. Tutto quello che posso fare, in quanto studente, è verificare gli effetti che tale interpretazione produce nella nostra scuola.
Innanzitutto, i tempi di valutazione sono resi estremamente lunghi, poiché per ogni singola azione deleteria compiuta da un gruppo è necessario convocare in tempi diversi tanti consigli di classe quante sono le classi di appartenenza degli studenti coinvolti. Tali consigli vengono obbligatoriamente rinviati in caso di assenza dei rappresentanti di classe, circostanza frequente e del resto assolutamente comprensibile (quantomeno dal punto di vista di noi studenti), dal momento che essi sono chiamati a prestare una sorta di testimonianza contro i propri compagni.
Si è poi verificata una situazione di assoluta incertezza e confusione, in quanto consigli di classe differenti possono formulare valutazioni differenti riguardo alla stessa azione, sulla quale risulta pertanto impossibile arrivare ad una valutazione complessiva e unitaria.
Ciò sarebbe possibile solo da parte di un organo che abbia competenza e responsabilità su tutta la scuola, cioè il C.d.I., che, essendo un organo collegiale dove sono rappresentati anche gli studenti, è perfettamente adeguato in base allo “Statuto” a prendere le decisioni su fatti che hanno coinvolto persone di classi differenti e con ricaduta su tutta la scuola. Attribuendo tale funzione ai nostri consigli di classe, come avvenuto l’anno scorso, il regolamento attuale della nostra scuola ha invece prodotto la frammentazione dei giudizi ed ha messo in discussione la loro stessa legittimità definitiva, ritardando ulteriormente o addirittura impedendo la decisione e l’applicazione delle sanzioni.
….
Ma se questo stato di aporia non avesse avuto ulteriori conseguenze, non avrebbe senso, da parte nostra, insistere sull’argomento. Purtroppo non è stato così: l’impossibilità pratica di sanzionare tempestivamente azioni gravi ha determinato, di fatto, la percezione istintiva che esse fossero in qualche modo legittime, in quanto impunite e impunibili formalmente: l’accusa di essere in torto si è in tal modo ribaltata proprio contro quegli studenti che chiedevano semplicemente democrazia e legalità, a partire dalla chiarezza e attuabilità delle “regole del gioco” per tutti.
È sembrato che tornasse a prevalere lo spirito di prevaricazione nei confronti dell’intera scuola, intendendo per prevaricazione l’appropriarsi da parte di pochi di strumenti, spazi, risorse e tempi che appartengono a tutti.
Ed è sorprendente che tale situazione sia stata determinata dai difetti di quelle stesse regole che avrebbero dovuto farsi garanti dell’equità e del rispetto reciproco nel Parini.
Se la nostra scuola fosse stata in grado di applicare con tempestività il proprio regolamento, avrebbe avuto maggiore autorevolezza e sarebbe stata pertanto meno esposta a forme di strumentalizzazione da parte di esterni, che si trattasse o meno di “personaggi illustri”…

Se riusciremo a sintetizzare ed affermare principi come questi in assemblea e in C.d.I., fino a sollecitare un’adeguata revisione del regolamento, allora potremo dire di aver reso un servizio alla gestione democratica della nostra scuola.

01 ottobre 2006

COGESTIONE, NON STRUMENTALIZZAZIONE!

- Nb: come ben sapete, quando si parla di spunti da cogestione di carne al fuoco ce n'è davvero tanta... -

L’esperienza del Parini dopo i fatti che hanno fatto nascere Alternativaperta è stata quella di trovarsi sotto osservazione da parte di tutta la città; e, contemporaneamente, di porsi in osservazione di quello che accadeva in città, fuori del liceo, a partire dalle elezioni politiche. Lo spirito critico che è nato tra noi con la voglia di capire, e non soltanto di seguire idee vaghe, deve ora rivolgersi alla relazione pressante fra noi e il mondo che ci circonda, a cominciare dalla nostra città.
Dario Fo, del resto, venne a cercare voti anche da noi, come ben ricordiamo, per diventare sindaco. La ex ministra dell’Istruzione Letizia Moratti è ora il nostro sindaco, che ci piaccia o no…
Fortissime tensioni continuano a crearsi dentro e intorno alla nostra città sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione o emarginazione degli extracomunitari: questioni di commercio e di lavoro, ma anche di persone, sfruttate dai propri connazionali in condizioni di quasi-schiavitù oppure messe ai margini del mercato del lavoro da una situazione di non-regolari (mancanza di permesso di soggiorno), attratte da miraggi di facili guadagni che fanno scivolare verso situazioni delinquenziali. Intanto, le lingue della città, da moltissimo tempo, non sono più soltanto l’italiano e il milanese.
Nel centro e alla periferia della città si pianificano e si avviano enormi operazioni immobiliari, che cambieranno probabilmente il volto del nostro ambiente urbano nel giro di una decina di anni o anche meno. E non si sa se si farà o no e che cosa potrebbe essere la “città metropolitana” di cui ora parla la Costituzione, in che cosa i cittadini ci guadagnerebbero.
La salubrità dell’aria e dell’acqua (la famosa questione dei depuratori a Milano) è un problema che passa nel nostro corpo ogni momento. Comune, Provincia e Regione discutono di tasse di ingresso in città, o comunque di ostacolo alla circolazione con mezzi privati inquinanti, ma le idee sono ancora confuse, anche perché i petrolieri non vogliono che neppure si parli di alternative al petrolio.
E anche le sette università della nostra città (Statale, Politecnico, Bocconi, Bicocca, San Raffaele, IULM e Cattolica) sono nei guai, o almeno così dicono i loro rettori: al Politecnico sono stati semplificati i test di accesso, per avere più studenti, anche se meno preparati. Dappertutto l’efficienza delle università viene misurata sulla capacità di promuovere, più che sui servizi per imparare e insegnare.
Chi decide su tutti questi e gli altri cambiamenti di questo e dei prossimi anni? I cittadini? I politici al governo della città? Ma chi sono, chi saranno i cittadini che eleggeranno gli amministratori al governo della città? Ci saranno quelli che oggi chiamiamo immigrati? Saranno andati via da Milano altre centinaia di migliaia di giovani e di famiglie, che oggi chiamiamo “milanesi”, ma per i quali i costi e gli orari dei servizi della città non consentono di continuare a viverci?
C’è allora da chiedersi di quali cittadini stiamo parlando, quale vincolo di cittadinanza li tiene assieme: il luogo? Quanto grande, in senso geografico e amministrativo? La provenienza territoriale e culturale? I sogni? Le abitudini? La lingua? Il lavoro? I valori civici? Che cosa significa tutto questo, in concreto? Come si “misurano” queste realtà e i modi di aggregarsi?
E poi: quanto saremo liberi di scegliere la nostra appartenenza ad una cittadinanza? Quali condizionamenti subiamo o ci troveremo a subire?
Il disagio di vivere nella città quale oggi la abitiamo si misura anche da situazioni di violenza – molto diverse fra di loro, ma tutte comunque cariche di ostilità e timori – che dividono le persone, generano sospetto e bisogno di difesa non si sa bene da cosa (si usa dire “bisogno di sicurezza”): microcriminalità e bullismo si confondono con l’intensificarsi degli stupri ma anche con modalità di manifestazioni pseudo-politiche che danneggiano e distruggono edifici pubblici (scuole, ad esempio…) e negozi o automobili che fiancheggiano strade dove si svolgono cortei violenti e illegali.
L’idea stessa di cittadinanza appare corrosa da tutto questo, dalla difficoltà di capire e giudicare, a partire da informazioni attendibili e complete. Forse la città è un modo di vivere che sta per finire?
Vale la pena allora di chiedersi anche come è cominciata, la città, in Europa e nei nostri territori. Occorrerebbe capire se la permanenza del nome nel tempo (“civitas”) corrisponde sempre a caratteristiche costanti, se oggi possiamo ancora riconoscerle nella realtà in cui viviamo, e se c’è ancora una politica capace di porsi come modo di vivere la “polis”.
Ma Milano è una “polis”?
Noi studenti impariamo a destreggiarci fra urbs, civitas e polis, ma poi tutto quel che ci mettiamo in mente ci serve davvero a giudicare la realtà in cui viviamo oggi qui? Ci serve a capire se la cittadinanza coincide con l’essere abitanti di una città? O se può vivere in pace e giustizia una città non permeata da una cittadinanza davvero radicata nel comune sentire dei suoi abitanti?

...........

La mia proposta è di mettere a tema tutto questo per una cogestione su “Città e cittadinanza”, nella quale i contenuti di riflessione culturale e politica siano fortemente legati, proponendo un programma da condividere fra studenti e professori fin dal prossimo Consiglio d’Istituto del 4 ottobre. Se ci fosse l’approvazione del C.d.I., questo consentirebbe di continuare a lavorare criticamente sul tema anche dopo la cogestione, soprattutto ricollegando fra di loro molti spunti presenti nei programmi di storia, filosofia, letteratura, economia etc. nell’arco di cinque anni, che si fa fatica a rimettere concretamente insieme e ad utilizzare nella realtà.

Una cogestione come questa non pretende di assumere a priori un significato di protesta, ma di costruzione di un giudizio: vuole dotarci di nuovi strumenti conoscitivi, che ci consentano di individuare in modo oggettivo ed efficace le ragioni di un impegno e, se necessario, di una lotta per il bene comune.
È la linea che, del resto, abbiamo già deciso di affermare nella nostra scuola, ormai insofferente verso iniziative che mirano a strumentalizzarla per una forma di protesta generica, sterile, fine a se stessa.

21 settembre 2006

RIUNIONE


Ricordo a tutti che la prossima riunione di AlternativAperta si svolgerà il Mercoledì 26 ottobre alle ore 14.00 (leggasi: quando tutti hanno finito di mangiare...) naturalmente nello spazio studenti.

20 settembre 2006

A volte ritornano...

Ecco una riunione a cui ho partecipato decisamente volentieri. Ringrazio tutti i compagni del gruppo per avermi fatto tornare la voglia di partecipare, dialogare e organizzare, che come può confermare Luca negli ultimi mesi è venuta a mancarmi (complici gli enormi problemi legati al concerto rock e vari altri episodi di scontri "politici" in ambito scolastico che non hanno giovato nè alla mia motivazione, nè alla mia autostima). Mi spiace di non avere offerto la mia candidatura per il CdI quest'anno, per i motivi che ho spiegato in assemblea, tuttavia mi sento di dire che ho una grande fiducia nelle persone che si presenteranno alle elezioni di Ottobre. E annuncio di nuovo a tutti che abbiamo un blog che l'anno scorso si è rivelato un ottimo strumento... mi raccomando, usiamolo! ;)

02 maggio 2006

La stupidità umana...

...un'opera articolata in 2432048763328574329857849 volumi.
Prendiamo uno di quelli più recenti.
Degli "animalisti" liberano a Milano dei conigli tenuti in cattività in un centro ricerche, non sapendo (o ignorando!) che questi erano affetti dal vaiolo, una malattia che per l'uomo si rivela pericolosissima e per cui le cure non sono ancora pienamente efficaci. Che io ricordi, c'è voluta una generazione di ricerche e di tentativi per debellare il vaiolo.
Classico esempio della teoria (ormai sempre più fondata e consolidata) secondo la quale, prima di valutare un'idea, è il caso di dare un'occhiata anche a chi se ne fa in quel momento esponente/rappresentante.

01 maggio 2006

Parini in Rock

Popolo di AlternativAperta! Se conoscete qualcuno al Parini che abbia una band di qualsiasi tipo e che voglia esibirsi al concerto dei 1 Giugno, o se, ancor meglio, questa persona siete voi, contattate:

Andrea Martelloni (IC) - virgult@hotmail.com
Andrea Lazzarini (IIG) - lazzalazza@hotmail.it

Vi storno al più dettagliato sito dell'evento: http://parinirock.blogspot.com/

E' importante!

Ps. Accorrete tutti numerosi. (Stronzo chi nun viene)

28 aprile 2006

[OT] Segnalo un nuovo blog!

Perdonatemi l'OT, vi vorrei segnalare un nuovo blog della comunità rock del Parini, in cui verranno comunicate tutte le conferme e le novità del concerto ormai imminente. Stay tuned!

http://parinirock.blogspot.com

11 aprile 2006

Per un soffio...

Mi spiace solo che il centrodestra abbia perso con la dignità che non merita.

http://www.repubblica.it/2006/04/dirette/sezioni/politica/elezioni/elezionimar/index.html

10 aprile 2006

Stringiamo i denti tutti quanti e speriamo....

....perchè Silvio stavolta non ce la deve fare. Prima di levargli a calci quel suo sorriso ebete, cerchiamo di toglierglielo una buona volta con il voto.

03 aprile 2006

Luca vi invita tutti a mangiare una pizza

Luca invita tutta AlternativAperta a festeggiare assieme in pizzeria... a sue spese. Rivolgetevi a lui per i particolari...

01 aprile 2006

ULTIM'ORA: Il Collettivo Rebelde si stacca dal Cantiere!!!

Il Collettivo Rebelde ha finalmente deciso di svincolarsi dal centro sociale "Cantiere".
Le ragazze e i ragazzi del Rebelde sono stufi di farsi imporre dall'alto linea politica, slogan, striscioni, assemblee, coreografie, fumo, vestiti, odori, pensieri, parole, opere, omissioni: vogliono finalmente ragionare con la propria testa e partecipare in maniera costruttiva alla vita della loro scuola.
Questa decisione verrà ratificata durante il collettivo di martedì prossimo.

Qui il comunicato stampa

31 marzo 2006

Ciao ciao, Spazio Studenti!

Una notizia buona e una cattiva.
Quella buona è che la scuola ha finalmente deciso di ridipingere lo Spazio Studenti, cancellando tutte le simpatiche scritte che in questi mesi hanno contribuito ad arredarla forse più di quanto abbiamo fatto noi (ci voleva poco...).La scelta, in effetti, era obbligata, perché l'aula concessa agli studenti a inizio anno è sede di seggio, e dev'essere rimessa a nuovo prima delle politiche. E qui arriva la notizia cattiva.
In vista delle elezioni comunali di fine maggio, lo Spazio Studenti rimarrà chiuso. Perché nessuno ha voglia di ridipingerlo due volte in due mesi.
Personalmente, potrei fare il moralista, parlare dell'ennesima vittoria di un piccolo, logorante, anonimo (o almeno lo vorrebbe) vandalismo. E invece no. Questa chiusura significa ben poco. Continuerete a trovare i giornali appena fuori dalla porta, le riunioni di AlternativAperta continueranno a svolgersi (partecipate, mi raccomando!) in un'altra aula.

Il "nostro" Spazio SS, il "nostro" Spazio Lamba... se fosse stato il nostro nido, la nostra cuccia, la nostra seconda casa, il nostro dopolavoro... allora forse mi mancherebbe già. In realtà, è stato -e tronerà ad essere- lo Spazio degli Studenti. Tutti.
Fortunatamente, però, la nostra "socialità" non ha bisogno di nessun guscio protettivo, e non si limita a un'aula.

29 marzo 2006

Articoli per il PAR

Rinnovo in questa sede l'invito che è stato porto da Leonardo Scuto durante l'assemblea odierna a scrivere alcuni articoli da inserire nel prossimo numero del PAR. La redazione del PAR concederà dello spazio sul giornale ad Alternativa Aperta, come ha fatto per il Collettivo Rebelde, quindi chiunque abbia delle proposte o voglia già stendere una bozza può rivolgersi a L. Scuto. Gli ho già suggerito un'idea per un articolo.

Questo almeno da quanto ho capito, se qualcuno deve precisare lo faccia pure.

17 marzo 2006

Il foglio che scarabocchiava Silvio

14 marzo 2006

Così è la vita (2)

Vi invito tutti a leggere anche l'articolo di Aldo Grasso sul Corriere di oggi (martedì 14 marzo). Commenta in maniera molto negativa le scene trasmesse nella trasmissione "Così è la vita". Con battutina finale sul fatto che anche i "moderati" siano rimasti fuori.

12 marzo 2006

Così è la vita

Scrivo questo post solo per segnalarvi che, ieri sera (11 marzo ore 23.30), la7 ha mandato in onda, all'interno della trasmissione"Così è la vita", estratti della vita quotidiana di Federica Aziani, una delle ragazze del Collettivo. Il documentario presenta anche immagini dell'occupazione del Parini, le quali mostrano l'intrusione notturna nell'istituto e l'allestimento delle barricate, oltre a generosi primi piani di molti degli occupanti... Il filmato continua con la presentazione della prima giornata di occupazione, nella quale sono ben visibili diversi scontri fisici, per quanto brevi. Tanto per citarne uno, è possibile vedere Andrea scaraventarsi (o essere scaraventato) dentro al Parini dal picchetto, dopo spintoni e percosse. La voce narrante dichiara esplicitamente ciò che le immagini mostrano: ad occupare il Parini è una ventina di persone, l'Istituto VUOLE entrare a scuola. La trasmissione offre moltissime altre sfizioserie (es. Mico Curatolo che pesta un tipo), e merita davvero una visione.

27 febbraio 2006

Amici per l'insulto

Vi segnalo un articolo apparso su Repubblica.it la settimana scorsa. Sapere che Dario Fo e Ken Livingstone sono amiconi non stupisce nessuno, ma leggere che condividono anche gli insulti è quantomeno curioso...

LONDRA - Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, è stato condannato oggi a quattro settimane di sospensione (la pena partirà dal primo marzo) per "aver screditato la sua carica" quando insultò, al termine di un party in municipio, un giornalista di religione ebraica paragonandolo alla guardia di un campo di concentramento nazista. L'Adjudication Panel of England (la commissione disciplinare per i funzionari pubblici) ha infatti affermato che la frase rivolta a Oliver Finegold dell'Evening Standard fu "inutilmente insensibile e offensiva", e il sindaco la ribadì, "anche se Finegold gli disse che era di religione ebraica, e che era stato offeso dalla sua domanda se fosse la guardia di un campo nazista". La causa aveva preso avvio con la protesta della della rappresentanza ebraica dei deputati inglesi. Livingston si difese dicendo che il giornale aveva condotto una "campagna di odio" contro di lui per anni, e che era pieno di "disgraziati e fanatici pieni di pregiudizi". Il sindaco, uno dei più popolari politici inglesi, ha rischiato una condanna che può arrivare anche a cinque anni d'interdizione dalle cariche pubbliche. La decisione "è un colpo al cuore della democrazia - ha commentato il sindaco - perché un politico eletto può essere rimosso solo dagli elettori, o se ha violato la legge. Tre membri di un organismo che nessuno ha mai eletto - continua - non dovrebbero essere in grado di capovolgere il voto di milioni di londinesi". "Mi è stato detto - si legge ancora nel comunicato - che questa decisione potrebbe essere oggetto di appello. Mi incontrerò con i miei legali all'inizio della prossima settimana e poi dirò se mi vorrò avvalere del mio diritto di appello".
Livingstone, inoltre, ha spiegato che da venticinque anni si comporta alla stessa maniera con i giornalisti, e che fino ad ora non aveva mai avuto problemi di questo tipo. Per di più, ha detto, non ha intenzione di cambiare il suo modo di comportarsi.
(24 febbraio 2006)

qui trovate anche il testo della conversazione incriminata.

22 febbraio 2006

Imperativo categorico

Mercoledì dev'essere la riunione più frequentata della storia di AlternativAperta! D'ACCORDOOOO? Cioè, stiamo prendendo una brutta piega... eh? Dai, mercole si fa tutti uno sforzino e...

06 febbraio 2006

A titolo personale

Ho inviato questo pezzo (frutto di due ore di pura frenesia) a Repubblica. E' assolutamente a titolo personale, ogni commento è ben accetto.

C’è chi dice che il modo migliore per capire la tv sia guardarla a volume spento: stratagemma, questo, che torna utile anche quando si ha a che fare con un qualsiasi evento di cronaca. Per questo si dovrebbe guardare a quanto è accaduto ultimamente al Parini tralasciando tutte le parole di contorno, prendendo in analisi solamente i fatti, nudi e crudi. Allora ci si renderebbe conto che, con tutto ciò, la politica c’entra ben poco. Lo scontro tra “sinistra estrema” e “sinistra riformista” è prima di tutto tra due modi diversi di affrontare l’adolescenza. Da un lato il nichilismo infantile di chi, chiamato a confrontarsi col mondo, preferisce rifugiarsi in un’ideologia, fatta di slogan facili e rassicuranti. Dall’altro il tentativo – arduo, e perciò talvolta zoppicante – di affrontare la realtà senza raccontarsi frottole.
Indubbiamente la politica ha il suo ruolo: se non altro è il terreno di gioco più adatto per noi studenti. A maggior ragione lo è ora, dal momento che i contrasti di quest’anno sono nati proprio dal modo diverso di intendere l’agire politico. Da alcuni anni per i ragazzi più o meno vicini al Collettivo Rebelde “politica” è, di fatto, il movente di comportamenti riconducibili prevalentemente al desiderio di trasgressione che ogni adolescente si porta dentro. Così “fare politica” diventa il passepartout per chi vuole uscire dagli schemi senza sporcarsi troppo la coscienza, e lo stesso vale per tante altre espressioni simili: ad esempio, “creare nuove socialità” è solo un’igienica giustificazione – in primis a se stessi – dell’occupazione a oltranza di un’aula. Poi si sa: se il movente è fittizio, vago come può esserlo una parola, ci vuol poco a trasformarlo in giustificazione. Ma è legittimo beffarsi delle regole in nome della cultura, delle battaglie sociali, del corale “no ai cipittì”? Ebbene no. Lo sarebbe solo se non vivessimo in uno Stato di diritto. Fare politica nelle scuole senza trascendere nell’aggressività o nel vandalismo è possibile, e senz’altro più efficace e gratificante: AlternativAperta lo sta dimostrando da tempo, e ora anche il neonato gruppo di destra “Parini in Azione” pare volersi muovere questa direzione. Al Parini non ci sono professori forcaioli, e la punizione per chi sbaglia dovrebbe accompagnarsi a un insegnamento: il mondo, anche se non ci piace, va affrontato. E come non c’è vera trasgressione senza coraggio, non c’è critica senza lucidità.

Ragione, tremenda ragione

"Perchè ricordiamoci, nessun fascista dice di esserlo, bensì si dichiara di estrema destra e democratico, due cose nettamente in antitesi. Dobbiamo iniziare sin da adesso una campagna mediatica CONTRO l'affermarsi di certe ideologie, nel rispetto comunque della democrazia. Il Collettivo ha sbagliato, ma ha già fatto capire con il suo intervento altamente anti-democratico, che l'ha posto sullo stesso piano di Parini In Azione, che al Parini, quello vero, certa gente non è tollerata: come non viene tollerato l'estremismo del Collettivo, non è tollerato nemmeno quello che sta a destra. E' meglio già prepararsi alla battaglia mediatica e politica contro Parini In Azione. Uniti si è deboli, ma se tutte le forze di sinistra del Parini si unissero, allora non ci sarebbe più storia per Parini In Azione."
Pierpaolo Farina

Ha ragione, tremendamente ragione... abbiamo salvaguardato il valore della civiltà con il rapporto tenuto verso Parini in Azione, cosa imprescindibile perchè il nostro piede, assieme alla Comunità in cui crediamo, sia su un appoggio saldo. Ora non si deve transigere, sempre a partire da questa posizione!, sull'affermarsi di tali ideoloogie. Mi raccomando...

05 febbraio 2006

I due leoni rampanti dell'estremismo

Segnalo un messaggio inserito da Pierpaolo Farina pochi giorni fa sul forum del Parini.


[...]
Il Problema è che al Parini si sta diffondendo una sorta di campagna mediatica contro i "comunisti", data anche dal fatto che il nostro presidente del Consiglio va in giro a dire che la magistratura, le banche, i sindacati, le televisioni sono in mano ai comunisti, che per questo "vanno eliminati" (articolo del Corriere del 10 Dicembre 2005, se non vado errando). Ne deriva il fatto che vuoi per ignoranza storica vuoi per la solita scusa che legittimerebbe la loro ideologia: "I Comunisti hanno sterminato 60 milioni di persone, sempre secondo uno di loro". (quando si sa che sono stati 8 milioni le vittime in Russia; va detto che in Russia sono state fatte fuori 8 milioni di persone in un tempo molto più dilatato... nei campi di sterminio hanno ucciso 6 milioni di ebrei, senza contare gli altri, in nemmeno 6 anni...). Quello che non è chiaro è che i movimenti di estrema sinistra sopravvivono quasi solamente nei Centri Sociali come il "Cantiere", l'estrema destra invece sopravvive in gruppi di lotta armata che i Centri Sociali li vanno ad incendiare... GiovanEuropa (un tempo GovineItalia, si sa, devono stare al passo coi tempi), Parini In Azione... sono guidati tutti per cercare di imporre un'ideologia contorta e perversa che legittimerebbe le persone che abbiamo al governo. Il Collettivo dal canto suo non è più il Collettivo Rebelde di Lattuada, La Camera e Cossutta... è diventato un gruppo orchestrato da chissà quale personalità politica che sostiene il Cantiere. Il Collettivo non è più l'unica realtà politica formata dai Pariniani, bensì da personaggi che non pensano più al bene della scuola, bensì al bene del partito. E' per questo che il Collettivo perde consensi, e ne acquista sempre di più Alternativa Aperta, il gruppo di sinistra moderata del Parini: va detto che Alternativa Aperta ha dimostrato di essere una valida "Alternativa" al Collettivo, un 10 e lode per quello che ha fatto e sta facendo e che farà. Ciononostante non dimentichiamoci, come dico sempre, che siamo tutti Pariniani e dobbiamo aiutarci l'un l'altro: questa faida che si sta creando a scuola Collettivisti VS Alternativisti non farà altro, come già sta succedendo, di favorire l'ascesa e i consensi di gruppi di estrema destra, che non aspettano altro che portare la loro mentalità malefica nelle scuole. E' per questo che, a mio parere, Alternativa Aperta e Collettivo dovrebbero collaborare, non farsi la guerra! Collaborare per sconfiggere INSIEME un nemico comune, ossia Parini In Azione: non possiamo permettere che certa gente possa anche solo avere una possibilità di vittoria l'anno prossimo al Consiglio di Istituto. E ci terrei a precisare che i Pariniani sono arcistufi della politica! Noi vogliamo dai Consiglieri di Istituto un programma valido che potenzi dal punto di vista delle attrezzature il Parini. Il Collettivo ha perso quest'ottica da tempo, abituato com'era a sconfiggere la lista di CL, l'unica che si presentava, oltre al movimento del CSP che di fatto era una lista a loro affiliata. Questo è l'anno della svolta, l'anno in cui i Pariniani cercavano il cambiamento, che Alternativa Aperta con la sua co-gestione ha offerto. E i Pariniani hanno apprezzato. Ma se dovesse continuare questa faida, daremo un'opportunità di avere anche solo 1 seggio in Consiglio di Istituto a quelli di Parini in Azione l'anno prossimo. Perchè ricordiamoci, nessun fascista dice di esserlo, bensì si dichiara di estrema destra e democratico, due cose nettamente in antitesi. Dobbiamo iniziare sin da adesso una campagna mediatica CONTRO l'affermarsi di certe ideologie, nel rispetto comunque della democrazia. Il Collettivo ha sbagliato, ma ha già fatto capire con il suo intervento altamente anti-democratico, che l'ha posto sullo stesso piano di Parini In Azione, che al Parini, quello vero, certa gente non è tollerata: come non viene tollerato l'estremismo del Collettivo, non è tollerato nemmeno quello che sta a destra. E' meglio già prepararsi alla battaglia mediatica e politica contro Parini In Azione. Uniti si è deboli, ma se tutte le forze di sinistra del Parini si unissero, allora non ci sarebbe più storia per Parini In Azione.

02 febbraio 2006

Comunicato del 2 febbraio

Pubblico il comunicato che oggi abbiamo letto nelle classi.




Martedì 31 gennaio la prima riunione di “Parini in Azione”, non ha potuto avere luogo: un gruppo di ragazzi appartenenti al Collettivo Rebelde, occupato lo Spazio degli Studenti, (il cui utilizzo era stato regolarmente autorizzato dal preside), ne ha fisicamente impedito l’accesso. Il giorno dopo lo spazio studenti era ridotto ad una giungla di giornali strappati e scritte sui muri.

A noi, studenti di Alternativa Aperta, preme sottolineare quanto segue:

- Lo Spazio degli Studenti è stato concesso dalla scuola non a noi, né come sede di un gruppo politico, ma a tutti gli studenti: si tratta di un’aula aperta a chiunque ne voglia fare uso, nel rispetto della struttura pubblica e soprattutto degli altri studenti. E’ interesse di tutti che ciò continui a essere possibile.

- Siamo convinti che l’opposizione a idee politiche diverse dalle proprie sia legittima, ma possa avvenire soltanto in un clima di dialogo e di rispetto reciproco, senza prescindere dagli strumenti propri della politica e dalle norme basilari di convivenza civile. Il diritto di manifestare la propria opinione e riunirsi in gruppi è garantito dalla Costituzione Italiana, ed è un presupposto della vita democratica valido anche in ambito scolastico. Il dibattito politico all'interno della nostra scuola può e deve essere basato sul confronto sereno con chi la pensa diversamente e non su insulti, censure e barricate o qualsiasi altro atto di violenza verbale o fisica.

- Pur non condividendo le idee del gruppo “Parini in Azione” pensiamo che la battaglia contro tali ideologismi debba rimanere esclusivamente politica, senza scadere in comportamenti che nulla hanno di politico e che servono soltanto a legittimare e pubblicizzare i movimenti a cui ci si oppone.

Invitiamo dunque tutti gli studenti del Parini ad impegnarsi affinché sia garantita la libertà di espressione a ciascun gruppo studentesco, e il rispetto dei singoli, a prescindere dalla propria appartenenza politica e ideologica, nella convinzione che solo così si possa riportare un clima di serenità e dialogo dopo mesi un po’ troppo concitati.

Gli studenti di Alternativa Aperta

2 febbraio: dal Giornale...

Il Parini è in mano ai «collettivi» E di studiare non se ne parla più
Gioia Locati

«Sospeso» per il momento il capitolo delle sospensioni, al liceo classico Parini la questione «primaria» è un'altra: la mediazione fra i gruppi di studenti di area opposta. In via Goito con l'anno nuovo è apparso anche un nuovo gruppo politico di destra, «Parini in azione» che non ha libertà di muoversi e di radunarsi. Per ben due volte, i ragazzi, una quindicina, non sono riusciti a fare assemblea nell'aula destinata loro dal consiglio di istituto. Colpa del preside? Macché.
Il dirigente Arrigo Pedretti si è espresso ieri: «Finché questo gruppo non commette azioni anti-costituzionali attraverso propaganda o manifesti, è libero di entrare a scuola». Ma per due volte in due settimane i tentativi di incontro hanno sfiorato lo scontro. L'accesso all'aula è stato impedito dai ragazzi dei collettivi di sinistra - che dall'inizio dell'anno occupano abusivamente un'aula e un cortiletto senza il consenso del consiglio di istituto - una volta con spintoni, un'altra formando una muraglia di corpi sdraiati a terra. E una terza volta quando gli studenti di «In azione» hanno deciso di sistemarsi provvisoriamente nell'aula professori, sigillata dai collettivi pure quella. Come se non bastasse lo spazio assegnato dalla scuola agli studenti (prima che lo richiedessero i ragazzi di destra veniva usata dal gruppo di sinistra «Alternativaperta») è stato saccheggiato e sporcato: «Una vergogna - ha ammesso Giulia Antonini, rappresentante di istituto - hanno strappato tutti i nostri giornali e sporcato le pareti ricoprendole di insulti sguaiati.
Frasi pesanti e bestemmie. Sono sempre stata di sinistra, ma mi trovo a salutare con entusiasmo questo neonato gruppo di destra, finalmente un po' di dialettica, era ora». Peccato che la dialettica sia ancora lontana. I collettivi che fanno capo al centro Cantiere hanno già annunciato che «questi ragazzi non possono mettere piede al Parini perché in una scuola le riunioni di fascisti non si devono fare» e il preside Pedretti autorizzandole «si rende complice di persone che fanno riferimento ad azioni xenofobe e razziste». Morale, hanno annunciato: «Li allontaneremo in modo deciso».Intanto ieri è stato ventilato il primo 6 in condotta. Lo proporrà una professoressa per una delle studentesse in prima linea durante l'occupazione del 13 dicembre (che provocò danni all'istituto e durante la quale venne picchiata una ragazza). Ma le sospensioni in via Goito sono state boicottate fin dall'inizio. I diretti interessati dei provvedimenti disciplinari hanno sempre presentato il certificato medico invece di presentarsi di persona. Poi hanno fatto ricorso all'organo di garanzia, una commissione prevista dallo statuto interno che ha il compito di valutare la correttezza delle sanzioni. Per questo i provvedimenti che avrebbero dovuto partire martedì, slitteranno a febbraio. Da oggi i collettivi di sinistra promuoveranno «una mobilitazione al dì per i giorni che sarebbero dovuti essere di sospensione»: volantinaggi, assemblee, proiezioni. Stamattina show in cortile con fantoccio, il tema: «Caccia agli occupanti».


Disdascalia della foto (più o meno di novembre!):
Mesi "caldi" al Parini. Continuano le tensioni nel Liceo di via Goito, dopo le ocupazioni dello scorso dicembre, che hanno causato danni per migliaia di euro. Ora, si fa sempre più accso il contrasto tra due collettivi di opposto schieramento politico. Quello di sinistra ("Aletrnativaperta"), infatti, ha impedito per due volte agli studenti di destra ("Parini in azione") l'accesso alle aule per svolgere un'assemblea. Sono volati insulti, e si è sfiorato lo scontro. Intanto, dopo che si è deciso di rimandare le sospensioni degli studenti coinvolti nei disordini di dicembre, viene ventilata una nuova ipotesi. C'è chi, tra gli insegnanti, propone di dare ai responsabili un sei in condotta.


Non so davvero cosa pensare...
Sembrerò avventato, ma proporrei di scrivere qualcosa al Giornale...giusto per qualche chiarimento.

01 febbraio 2006

Comprensione del testo

1. Leggere con attenzione il seguente passo, tratto dal volantino diffuso oggi dal Collettivo Rebelde:
"Fascismo, però, non è solo questo: è il non riconoscere la dignità umana di chi è diverso ed il perseguirne l'annullamento, l'assumere il terrore, i pestaggi come propria pratica quotidiana, il chiudere spazi ed il negare la capacità e possibilità di scelta..."

2. Depurare mentalmente il testo citato da ogni sbavatura retorica, qualora lo si ritenga opportuno.

3. Tenendo presente quanto sopra, ripercorrere mentalmente gli avvenimenti della settimana di occupazione. Può essere d'aiuto la consultazione dei post precedenti.

4. Commentare a piacere.

27 gennaio 2006

Questa ce la ricorderemo!

Giornata della Memoria. Ore 11, entro in aula magna. L’assemblea indetta dal collettivo rebelde non è ancora cominciata; ragazzi del ginnasio, reduci dal primo turno, mi spiegano che l’invitato non è potuto venire causa neve, e che si è parlato di africa e cipittì. Esco perché le tre ragazze dietro al tavolo mi guardano maluccio, rientro e non trovo più nemmeno loro.
E poi...
Ore 11.28
Ore 11.34

(chiedo perdono per la scarsa qualità delle foto)

Dieci minuti dopo, vengo a sapere che l’aula magna è stata chiusa dai bidelli. Assemblea revocata.
Perché nessuno si è preso la briga di comunicarlo ufficialmente, se non di scusarsi per il disguido - se davvero di inconveniente si è trattato?
Se poi questa scelta è stata dovuta all’assenza dell’ospite, come mai non è stata revocata anche l’assemblea per il ginnasio?
Vorrei porre queste domande a qualcuno del collettivo, ma in giro non trovo nessuno... saranno in auletta? ma lì "io non posso entrare" – come gli ebrei nei negozi ariani... per chi ha Memoria...
Postilla. Ore 13.35 . Scendo le scale sud- ovest. Si avverte un certo piacevole odore sin dal primo piano. Ricordo l'esilarante circolare emanata dalla presidenza in mattinata: "se il freddo imboccherà la via delle scale, saremo votati al gelo". E a cosa siamo votati se la imbocca il fumo?
E cosa ci aspetta se, il giorno dopo l'approvazione in Senato della legge Fini sulle droghe, il nostro collettivo "rebelde"non autogestisce gli spazi concessi - questa volta seguendo la prassi - nemmeno per parlare di questo? Chissà, forse la neve ha impedito che arrivasse loro anche questa notizia... o più probabilmente, non sono arrivate le direttive dall'alto.

25 gennaio 2006

RESPONSABILITà DELLE PROPRIE AZIONI. IL SENSO DELL'INTERVENTO DI FO

Responsabilità delle proprie azioni. Il senso dell'intervento di Fo
Sono intervenuta sul Blog di Fo... Che senso ha avuto l'intervento di Fo

Caro signore,ho preferito in questi giorni non intervenire sullo scontro che il signor Fo ed io abbiamo avuto sulle scale della mia scuola. Il suo commento però mi ha colpito positivamente e, per il piacere di barattare la sua esperienza con la ridotta che sto avendo io quest'ultimo anno, avrei ora desiderio di farle comprendere cosa ha mosso quei tanti o pochi che siano studenti del Parini.Al Parini si sta protraendo da mesi un clima teso e delicato in cui (cerco di essere il più oggettiva possibile, pur essendo l'esponente di uno dei due movimenti tirati in causa) la collettività degli studenti, fine primo di ogni apparato scolastico, è stata sottoposta a pericolosi contrasti e sfasamenti ideologici. Tutto questo è ormai sfociato in una effettiva serie di atti che richiedono il sempre/mai voluto intervento della dirigenza scolastica. Quante cose avrei a raccontarle, cose oggettive che prendono il nome di reati. Dalle più lievi, come continue e pesanti scritte sui muri, agli insulti frontali al preside, all'occupazione (ormai da 4 mesi) di un'aula definita inutilizzabile da 4 delibere degli organi su cui si poggia l'attività della scuola, alle confermate minacce o "mani addosso" (una causa delle sospensioni) che ho subito nel corso dei 2 giorni d'occupazione, a 7 porte antincendio interne chiuse con catene in nome dell'occupazione (non della sicurezza verso la collettività degli studenti)... Questi eventi, io li definirei al di sopra di uno scontro politico tra ragazzi, è più che un "non essere d'accordo". Ma proprio perchè l'oggettività non deve essere la "mia", si era voluto far ingranare la macchina burocratica perchè a noi studenti venisse detto cosa è giusto,cosa sbagliato. E le assicuro che tutto ciò è avvenuto lungo gli scorsi tre mesi con il sudore di molti studenti(oltre che del preside), non tanto degli 80 adulti presenti al Parini. Tutto questo per dirle che a scuola c'era un equilibrio delicato, ancor più delicato perchè si assumeva un fine educativo. In luce di ciò, percepisco come rozzo l'atteggiamento di un esterno che si pone affianco, se non sopra, di un preside che con sforzo cerca di riassumere su di se una figura educativa difficile e scomoda. Soprattutto quando l'esterno è del peso politico di Fo, altro che disequilibrio, altro che giustificazione... Sinceramente ho sentito un uomo che prima ammiravo calpestare il lavoro di adulti e ragazzi (oltre il mio diritto di non essere sottoposta a violenza d'alcun genere a scuola). Poi l'uomo se ne esce con una palese menzogna, quale il ritiro delle sospensioni, impossibile da parte del solo preside per chi conoscesse un po' le "nuove" normative. E sorrideva a giornalisti che, chi avesse un po' di rispetto per la scuola, non avrebbe fatto entrare (CI SONO MINORENNI!... IL COMPITO DELLA SCUOLA è EDUCARE!). Un futuro sindaco ha il diritto di informarsi... ma di farlo davvero. Io, quel giorno, ho anche pensato che non conoscesse bene la situazione e ho cercato di parlare, alzando la voce, sia per i megafoni dei manifestanti, sia per la rabbia provata, ma mai offendendo l'uomo. "Kapò"...Io, da poco maggiorenne, chiedo al mio sindaco ideale la capacità di riconoscere ciò che non gli compete e la buona fede affinchè il sistema funzioni con le minori perdite possibili.Giulia Antonini

DAL FOGLIO

Mistero buffo al Parini

Al liceo c’è una giovane sinistra che sta con il preside e contro il Nobel

Riformisti contro okkupatori. Sanzioni a chi danneggiò la scuola. Anche gli studenti d’accordo. Prove di legalità

“Fo dà di kapò a una ragazza”

Milano. Ci sarà arrivato in bicicletta, o magari in autobus, come il suo idolo Ken Livingstone venuto apposta da Londra a consigliarlo. Di certo c’è arrivato col passo “non so bene quel che faccio ma lo faccio benissimo”, s’è infilato dritto nell’ufficio del preside, gli ha spiegato che la legalità “molte volte è truccata per favorire chi ha il potere”, è uscito annunciando che le sospensioni erano sospese (ma non risulta), ha litigato con gli studenti della sinistra riformista e ha trasceso pure in qualche insulto (“sono una studentessa del Parini. Ho sempre avuto una grande stima di Dario Fo… devo onestamente confessarmi delusa, sentirgli dare dell’isterica e della kapò a una ragazza che so per certo essere di sinistra mi è decisamente sembrato esagerato e forse un po’ stupido”). Quella che segue è una cronaca. Non vorrebbe essere soltanto la cronaca di una prevaricazione e di un uso politico (e privatistico) della scuola. Vorrebbe essere soprattutto la cronaca del tentativo di un liceo di Stato (assai rinomato) di ribellarsi a un modello di pubblica (d)istruzione e a un regime di intimidazione che lo soffoca in nome della correttezza politica. Liceo classico Parini, centro storico, due passi dal Corriere della Sera, 750 studenti in gran parte rampolli della borghesia intellettuale e delle professioni. Novembre. L’assemblea degli studenti, invece di avallare la solita okkupazione, promuove un esperimento di autogestione, che funziona pure. Il Collettivo di estrema sinistra, vicino ai centri sociali milanesi (“collettivo di ke? Un gruppo di ragazzini viziati che di notte si divertono a giocare ai pompieri”) non la digerisce, già sono neri perché alle elezioni studentesche per la prima volta una lista di studenti di sinistra riformista, AlternativaAperta, ha stravinto, mettendo all’angolo le poche decine di attivisti dell’estrema. Che in dicembre indicono l’okkupazione. Fanno le barricate per impedire l’ingresso a quelli che vogliono entrare, svuotano gli estintori, spaccano qualche porta. Il giochetto costa un ventimila euro di danni. Ma soprattutto costa minacce, violenze verbali e anche qualche tafferuglio con i compagni di scuola della lista di sinistra. A questo punto, al Parini accade un’altra cosa nuova. Sulla base di un documento votato dal Consiglio d’istituto, studenti inclusi, la scuola decide che si possono comminare sanzioni disciplinari a chi abbia compiuto atti violenti e di vandalismo. La procedura è quella introdotta nel 1997 dallo “Statuto degli studenti e delle studentesse”. Si raccolgono testimonianze e accuse circostanziate, si convocano i consigli di classe (con genitori e studenti regolarmente eletti), si ascoltano i testimoni. Mercoledì scorso è scattata una mezza dozzina di sospensioni, mentre per altri casi non abbastanza suffragati da prove i “denunciati” sono andati assolti. Un metodo garantista. Non certo la “gogna forcaiola” denunciata da qualche genitore che teme equiparazioni “tra atti vandalici e rivendicazioni politiche”). E’la prima volta che la scuola prende provvedimenti disciplinari coinvolgendo anche studenti e famiglie decisi a cambiare rotta.

Il terzo fatto nuovo

Che ruolo ha in tutto questo Dario Fo? Chiamato – non si sa a che titolo – a dar man forte agli attivisti del collettivo, che intanto diffondono volantini in cui si chiede nientemeno che il licenziamento di professori. Il terzo fatto nuovo del Parini è che la visita di Fo ha ottenuto di scatenare l’indignazione da parte di molti studenti, studenti di sinistra. Studenti che hanno intasato il sito ufficiale del liceo e il sito del premio Nobel-candidato sindaco con le mail che abbiamo sopra riportato. E con altre simili: “Signor Fo, il Premio Nobel da lei meritato non le dà il diritto di intervenire nelle dinamiche di una scuola”. “Ripensando alla giornata dell’altro ieri mi ritornano una malinconia e un senso di vergogna sono deluso, profondamente, dal comportamento del signor Fo”. Si vedrà se il Parini saprà continuare sulla strada scelta o se il conformismo consueto imporrà di nuovo le sue regole. Resta il fatto che una scuola si è posta per una volta una domanda fatidica: si può dire che è male sbarrare le porte di sicurezza o svuotare gli idranti? Può una comunità – professori e studenti – senza trasformarsi in un tribunale, chiedere il rispetto delle regole di convivenza? Secondo qualcuno, che vive molto lontano dalla realtà della scuola, probabilmente no. Che poi domenica a Milano ci siano le primarie dell’Unione e che forse la sinistra antagonista volesse tirare qualche botta d’immagine anche nei corridoi di un liceo è cosa che fa un po’ ridere. O tristezza, come ha scritto uno studente.

22 gennaio 2006

La protesta e i confini,articolo di Ermanno Paccagnini dal Corriere della sera

Scuole, occupazioni e punizioni
LA PROTESTA E I CONFINI
Se c'è un fatto oggi tragicamente indiscutibile è lo iato incolmabile creatosi tra parola e suo significato etimologico. Come quell'"occupare": il cui "prender possesso di una cosa" comporterebbe anche il significato di custodirla al meglio. O "protestare": di quanto porta in sè di testimonianza a favore di un fatto o di un'idea. Perdite di significato con cui ci si scontra quotidianamente, come ricordano i blocchi dei giornali scorsi o quanto sta accadendo al Parini. Perchè il problema è sempre lo stesso: dove finisce la legittima protesta e inizia il danno procurato? Non intendo parlare di violenza, teppismo o simili aspetti, pur sempre in agguato e per i quali dovrebbe valere almeno moralmente la cosiddetta "mancata vigilanza" (l'hanno ben compreso i manifestanti antiTav, ferrei nell'isolare facinorosi e infiltrati).
Il problema è, più banalmente, di capire fin dove si può spingere la protesta per farsi sentire. Dove finisce insomma l'occupazione pacifica e subentra e subentra quanto è stato registrato come "barricate" e "scontri" tra chi vuol seguire o impedire le lezioni? Ma pur dando per buono il diritto d'intralciare la libertà altrui in nome dell'assuefazione e rassegnazione a essere vittimizzati (specie nei trasporti pubblici soprattutto "selvaggi": e in tal caso piaccia o no si tratta di violenza alla persona) resta il fatto che non esiste diritto alcuno a sfasciare e procurar danni anche materiali, come pare si sia registrato al Parini (sia pur dando atto che la cifra stimata sia eccessiva, in considerazione del fatto che ogni struttura pubblica ha sempre qualcosa di già rotto).
Non solo: resta poi anche, in questo caso, il problema a monte: il "contro che cosa" a volte si protesta. Perchè se quel qualcosa sono provvedimenti contro "bigiate", uscite posticipate, comportamenti di "ordinaria furberia", resta il fatto che, sinchè delle regole esistono, quelle regole vanno rispettate. Lottare per cambiarle è un conto, protestare per un provvedimento nei confronti di chi le ha infrante è un'altra cosa (e mi riferisco qui alla scuola in genere, non solo al Parini). Come non concordare allora con chi ricorda che "la scuola non può essere zona franca rispetto a qualunque tipo di infrazione"? E non solo perchè non debbono esistere simili zone franche. Ma ancor più perchè, se il concetto di "zona franca" (magari avvallato da solidarietà ideologiche "alla cieca") prende piede proprio lì dove invece si dovrebbe apprendere e alimentare la cultura del rispetto di sè e dell'altro, non si potrà che finire tutti quanti in un suicida futuro da Moloch.

di Ermanno Paccagnini (tratto dal Corriere della sera)

19 gennaio 2006

A Dario Fo

Nell'attesa di postare anche qui qualcosa di serio, ho postato questo sul blog di Dario Fo. E' a titolo personale, ovviamente... fatemi sapere cosa ne pensate.

Mai una via di mezzo...

Ecco che il collettivo ha dimostrato, come sempre e malgrado tutto, di non avere il senso della misura. Questa volta però c'è un elemento in più, evidentemente nato dalla gravità di una tale situazione, che ha trasformato il loro beffardo e tracotante far politica in quella che dovrebbe essere una manovra difensiva per riparare e/o nascondere. Mi ha però sbigottito l'idea di presentare, a difesa delle sospensioni mosse verso alcuni di loro, l'idea logicamente contraria: dimissioni/sollevamento da incarichi vari per chiunque abbia contribuito a quel genere di provvedimenti disciplinari (professori Zeni, Rosmini, Bolzoni, Preside e Giulia Antonini). Impossibilità di parlamentare, un essere drastici portato ad un'estrema concezione per cui o si è bianchi o si è neri, e i neri vanno sconfitti anche contro se stessi... Perchè non so quanto davvero quelle 500 firme, vere o sapientemente scherzose, e l'ennesima mobilitazione a muso duro, li aiuteranno a difendersi da questi "processi politici".

13 gennaio 2006

GIORNALI QUOTIDIANI A SCUOLA

Sono molto felice di poter informare che il 13 gennaio è stato ufficialmente aperto l’angolo di “Lettura quotidiana dei giornali”. Nello Spazio Studenti, infatti, giungeranno, ogni giorno, copie de Il corriere della sera, Sole 24 ore, Manifesto (accompagnato dall’inserto del sabato “Alias”), Il giorno (e chissà se non altri…); saranno inoltre disponibili copie del mensile Urban, di Par, giornale scolastico, e del quindicinale Frequency. Nell’immediato ingresso all’aula, saranno riservati due banchi all’esposizione dei numeri del giorno in corso e del precedente, così da poter offrire una lettura varia, gratuita e quotidiana dei giornali. Non solo la consultazione è totalmente libera, ma è anche fortemente caldeggiata; ai fini di una funzionale consultazione da parte di tutti, però, si prega di leggere le testate, poste sugli appositi banchi, nelle vicinanze dello Spazio e in tempi non “monopolistici”. Potendo contare su un numero di 9 copie per Il corriere della sera e Il giorno, sarà possibile la consultazione di questi ultimi per tempi più lunghi. I giornali saranno conservati così da costituire un piccolo archivio di consultazione, magari anche a fini didattici. Buona lettura

PS: Bisogna soprattutto rigraziare, per l'impegno nel procurarci buoni abbonamenti, Davide Scigliuzzo e Luca

12 gennaio 2006

Giusto perché sono io...

Ho come l'impressione che le vacanze invernali abbiano aiutato a rilassarci... ma forse un po' troppo.
Siamo tornati ognuno con qualcosa da proporre, un sacco di progetti uno più valido dell'altro, tanta voglia (e tanto bisogno) di discutere... perfetto, ragazzi, tutto positivo.
Ma giusto perché io sono io, quello iperrealista, quello minimalista... invito tutti a non perdere la bussola. Si possono fare un sacco di grandi cose, ma non dimentichiamoci di quelle piccole: come possiamo pretendere di mettere in piedi assemblee, concerti e quant'altro se prima non parliamo fra noi? Se ci incontriamo per metà? Se lo spazio studenti ha sempre le luci spente?
L'unione fa la forza. Se vogliamo continuare a essere forti, non smettiamo di essere uniti!

11 gennaio 2006

Quanto segue è scaturito dalla mia personale mente, e perseguiterò chiunque ritorca queste parole contro il gruppo alternativaperta:


Ricchettauz ha scritto in un commento:
"purchè sia ben chiaro a tutti che AlternAtivapertA non è, per natura, opposta al collettivo...o almeno io spero non sia così, altrimenti mi sono illuso inutilmente..."

Dipende da cosa intendi per opposti. Se per opposti intendi il tendere ad un anticonformismo maniacale, per sadismo o non so che divertimento, non lo ritengo tra i nostri obiettivi. Abbiamo di meglio da fare che contrariare in tutto e per tutto la gente, come dei bambini offesi.

Se invece per opposti intendi un'opposizione come lo sono quelle politiche, io sostengo di sì. L'opposizione politica, al di là delle canoniche divisioni sinistra/destra, nasce se un gruppo di persone, un partito, una coalizione non concordano assolutamente con le tendenze della "maggioranza al governo". Se io concordassi pienamente, o anche al 51%, con l'operato del Collettivo Rebelde, avrei fatto volentieri a meno di impegnarmi in un modo così costante e quasi esasperato nella politica pariniana. Ma poichè concordo con loro in una percentuale del 2, forse 3%, e tutto ciò che rimane fuori da questo indice spesso mi indigna, mi definisco un opposto. Quando non condivido una buona parte dei principi di base di una determinata ideologia, mi definisco opposto.

Dettagli sul concerto/giornata di approfondimento musicale




Luogo: Aula Emiciclo e Aula Magna
Data: 3-4 febbraio 2006
Ora: dalle 16 alle 22, con la scansione che segue:
16.00-18.00 Riunione con il musicologo prof. XXXXXXX a tema “Storia del rock”, in emiciclo; nel frattempo si prepara il palco in Aula Magna e si fa il soundcheck
18.00-19.00 Visione del film “Pink Floyd – Live at Pompeii” in emiciclo; in Aula Magna si allestirà, se i fondi lo permettono, una sorta di rinfresco
19.00-22.00 DJ set e opening art, con pezzi rock e new jazz, dopodichè concerto vero e proprio

Questione delle band partecipanti:
Malgrado l'abitudine propria dei concerti di fine anno di invitare un gran numero di bands e assegnare a ciascuna 20/25 minuti on stage, per quest'occasione è stato scelto di restringere il numero di gruppi partecipanti a quattro, ossia i quattro gruppi presenti e attivi nel Parini, con maggior tempo a disposizione per ciascuno (30 minuti). I motivi sono i seguenti:
Un'aula magna non è una reggia; è impraticabile un concerto nel cortile, data la stagione e i fondi ridotti, che non permettono l'acquisto di amplificazione adeguata e di un palco che in quel caso sarebbe necessario per motivi di sicurezza. Ogni band porta dai 20 ai 50 ospiti, tra pariniani ed esterni, dunque l'aula magna si riempirebbe facilmente e la situazione sfuggirebbe di mano.
La durata del concerto diventerebbe eccessiva. Poiché quest'iniziativa si presenta comunque come “inusuale” in questo periodo dell'anno, non mi sento di prolungarla per più di 2 ore, per far suonare dei gruppi di esterni. Senza contare che spesso dopo le 10.30/11, negli anni scorsi, il concerto cominciava ad essere seguito da un gruppo di persone veramente esiguo.
I quattro gruppi in questione, da quanto mi risulta, sono gli unici gruppi musicali del Parini che siano disposti a suonare in quest'occasione. Ho ampiamente indagato, e se volete lo farò nuovamente magari con una circolare, sull'esistenza di altri gruppi rock o metal presenti nella scuola. Dunque, mi pare che l'obiettivo di “produzione di un live DVD in cui siano incluse tutte le band del Parini e solo quelle” sia per il momento centrato. Ripeto, farò girare un messaggio per accertarmene e inserirò nella setlist i nuovi gruppi qualora mi sbagliassi.
Questione DJ: questo è un concerto rock. L'unico DJ coinvolto mixerà rock sotto mia espressa richiesta, al limite con l'aggiunta di generi affini come il nu jazz. Questo è il motivo per cui non ho accettato le animate proposte di invitare DJ House, Techno e Hardcore; per questi generi musicali non mancano iniziative ed occasioni, anche nella nostra scuola.

Progetto del DVD: allo scopo di promuovere la musica dei gruppi del Parini e favorire la nascita di un canale di musica indipendente (progetto che peraltro sviluppa i temi del Copyriot in una maniera diversa ma soprattutto legale), ho scelto autonomamente di registrare l'intero concerto e di distribuirne delle copie su DVD. I costi per il montaggio di un DVD duplicherebbero se la durata del concerto eccedesse le 2 ore (acquisto di un masterizzatore double layer, sovrapprezzo da parte di chi mi copierà in grandi quantità quel disco dovuto al fatto di dover utilizzare, appunto, supporti double layer) e non mi pare corretto invitare altri gruppi e poi non permettere loro di avere una registrazione. Questo concerto non è assolutamente in sostituzione di quello di fine anno, che si svolgerà secondo i metodi consueti.
In sostanza, questo concerto è ovviamente chiuso ai 4 gruppi del Parini, sempre che non venga contraddetto (vedi sopra).
Questione dell'organizzazione: l'idea di questo concerto era già stata ampiamente sviluppata, e ipotizzata da me, Andrea Lazzarini (II G), Giacomo “Giappi” e Tommaso Orlando (III F). Tutto ciò era già stato proposto in occasione della cogestione di inizio dicembre, tuttavia respinto a causa dell'impossibilità di aprire la scuola in orari non convenzionali senza un consenso ufficiale del Consiglio d'Istituto (che in questo caso spero arrivi). Questo non è assolutamente il frutto di una mia personale perversione mentale, è anzi il desiderio di 4 gruppi musicali (che in una scuola sono tutt'altro che pochi) di poter avere una loro visibilità e di poter contare su un “rock show” che li veda protagonisti. Non mi sembra che nessuna delle disponibilità che chiedo alla scuola (un'aula magna e 100 €) sia così onerosa in rapporto ad un'iniziativa che a qualcuno potrebbe non piacere, ma ha un largo appoggio presso molte persone e molte classi che si dichiarano disposte ad assistervi.

10 gennaio 2006

Opinione politica o fede politica?

Le parole del titolo mi pare che parlino chiaro; anche e soprattutto dopo ciò che è successo oggi pomeriggio, poniamoci tutti questa domanda.

04 gennaio 2006

Incontro prima del 9/1

Buon anno a tutti, tanto per cominciare...
Sarebbe auspicabile incontrarsi in un po' prima dell'inizio della scuola... commentate qui che vediamo di organizzarci!
ciao

30 dicembre 2005

Il Parini apre gli occhi? Largo ai contenuti!

- Mi scuso per la lunghezza di questo post e per l’evidente anacronismo della prima parte, ma per lungo tempo non ho potuto dare il mio contributo al blog, causa problemi tecnici, e ho bisogno di sfogarmi un po’… Del resto che qualche commento a freddo non fa mai male -

Un po’ di considerazioni a ruota libera.
Di tanti che hanno commentato gli “eventi” delle ultime settimane di scuola, uno di quelli che mi sembra aver meglio inquadrato e sintetizzato il tutto è il prof. Zeni (che avrà speso 3 o 4 delle sue ore in I A per parlarne…). Il concetto è questo: nel Parini c’è un discreto numero di studenti interessato a non vivere la propria esperienza scolastica limitandosi alle lezioni ordinarie. In particolare, vi sono state due proposte, da parte di due gruppi differenti, di programmi e attività alternative: la cogestione e l’occupazione. Tuttavia (so che questo è un discorso fatto e strafatto, per questo cerco di essere sintetico) il metodo e la mentalità di fondo che hanno caratterizzato le due iniziative sono stati profondamente differnti: mentre la prima ha avuto un approccio “democratico” e costruttivo (lo dimostrano da una parte la netta approvazione “alle urne” e la larga partecipazione degli studenti, dall’altra i volti increduli e raggianti di numerosi professori), quello della seconda è stato violento, in quanto imposto, e deleterio (vedi porte banchi vetri estintori… e giù con la lista, come dice Virgult :D). Ebbene, cosa c’è da osservare in tutto questo? Tante cose, ma soprattutto LA SVOLTA della ormai nota media di 500 studenti, i quali invece di strafregarsene come gli anni scorsi (lo Zeni nn si è espresso esattamente in questi termini…), invece di rendere omaggio a Zeus per aver concesso loro ben due settimane di vacanza inframmezzate dal ponte di Sant’Ambrogio, o di starsene in giro per la scuola a cazzeggiare/giocare a calcio/farsi una canna, si chiedono se non sia finalmente il caso di mettersi in gioco, di esprimere la propria opinione, di interessarsi alla realtà della propria scuola. Non solo! Ma, postisi la giusta domanda, si danno anche - inutile negarlo - la giusta risposta, e cioè: SI’, mettiamoci in gioco, interessiamoci, ADERIAMO alle iniziative che ci offrono un’opportunità reale di dialogo, e OPPONIAMOCI a coloro che senza averci consultato si impossessano della nostra scuola e la dannegiano. Alla faccia della svolta! Ha ragione Luca a dire che vede in via di realizzazione quello che sognava da almeno tre anni! Gli auguro soltanto di poter lasciare il parini con la certezza che quello che “i più anziani”, tra cui lui :D, hanno contributito a realizzare trainando il gruppo, potrà essere altrettanto felicemente proseguito negli anni venturi, dai più “giovani”. Ma questo dipenderà soltanto dal lavoro che riusciremo a portare avanti da Gennaio in poi… Dovremo armarci di pazienza, e tanta voglia di consolidare. Per questo ci tengo a sottolineare i seguenti punti.
- Potrà sembrare un discorso scontato, ma credo sia importante sfruttare la nostra tendenza ad un obbiettivo di utilità comune per dirci di più e meglio le cose in faccia, accettere le critiche e le correzioni altrui, e puntare a rendere le nostre il più costruttive possiblie (delle volte ho un po’ un approccio alla “peace&love”, ma che volete? :D). Siamo solidali. Se ci fate caso, questo ci rende decisamente più forti, mentre l’“ognuno per sé” ci manda puntualmente in crisi (nn voglio entrare nel merito: ciascuno ripensi agli episodi che lo rigurdano). In ogni caso, così facendo saremo anche più coordinati, che è il vero obbiettivo, in quanto incide sensibilmente sull’efficacia del nostro lavoro.
- Un altro elemento importante è l’indipendenza della nostra identità, e sapete a cosa mi riferisco. Siamo nati come alternativa ad una determinata situazione, pronti a proporne e realizzarne un’altra, non come antitesi. Non sia mai detto che non c’è AlternativApertA senza un Collettivo Rebelde da criticare! Se siamo riusciti a limitare il danno che il Cantiere poteva fare alla nostra scuola negli ultimi tempi (eccome, se ci siamo riusciti!), ma ora dovremo far sì che la nostra azione sia il più possibile indipendente da esso… continuando, sì, in un certo senso, a “giocare sulla difensiva”. La polemica sterile non è mai partita e non partirà mai da noi. Il segreto del nostro successo è non scordarci mai di essere costruttivi (che paroloni… ma è la pura verità!!!).
- Per questo ho lanciato grida di giubilo quando ho letto l’ultimo post del 26 e i relativi commenti: “Parliamo un po’ dei nostri prossimi obbiettivi [contenutistici]”. ESATTO!!! È proprio su questo che dovremo concentrare il 95% delle nostre energie!! C****, Giulia, ma hai rotto le balle!! Sempre tu!! :D Con la cogestione abbiamo dimostrato insieme con tutti gli studenti che ritrovare la qualità al Parini è ancora possibile. Come? Attraverso i CONTENUTI. Siamo in un liceo classico, e non in uno qualunque! Tiriamo fuori un briciolo di amor proprio! (non dico di “Orgoglio Pariniano”, quello lo lascio a Straniero…) AlternativApertA è pronta a impegnarsi di nuovo su questo fronte, e spero proprio che riceverà l’appoggio della maggioranza degli studenti.
Per perte mia, vi ricordo che potete aggiungere alla lista dei lavori-in-corso un quarto punto: gli esperti di comunicazione e retorica che avevo invitato per l’ultimo giorno di cogestione hanno detto che rimangono a disposizione per iniziative future, eventualmente una sorta di laboratorio, come quelli che ai bei vecchi tempi ricevevano un finanziamento dalla scuola…..[sul presente stendiamo un velo pietoso]….. Credo che la cosa possa interessare a più studenti di quanti non lascerebbe sospettare l’argomento, visto il successo che aveva riscosso da parte di quel centinaio scarso di persone che in quel fatidico sabato alle 11.30 erano scampati alla diaspora di post-memoria storica ed erano rimasti in aula magna. In caso piazzerò anche il link con un loro sito, appena mi sarà possibile…

Beh, direi che può bastare!
Se siete arrivati fin qui vi faccio i miei complimenti! Mi impegno solennemente affinché il mio prossimo post non superi le 20 righe…“Petra”

26 dicembre 2005

Giornali, giustizia e Beppe Grillo

Bene! dopo aver partorito il post precedente, parliamo un pò dei nostri prossimi obiettivi.
Ve ne avevo già introdotti due, ossia la catalogazione dei giornali per la creazione di uno spazio informazioni in SdS (e sucessiva circolare) e l'organizzazione di un ciclo di conferenze sulla giustizia, simile a quello di 4 anni fa. Per l'ultimo punto eravamo rimasti che lo avremmo organizzato nei pomeriggi del II quadrimestre. Aggiungerei un terzo progetto, a cui sono legata come al secondo: riuscire a far vedere a tutti gli studenti lo spettacolo di Beppe Grillo a Milano, quello dell'anno scorso. E' la terza volta che lo vedo e ogni volta mi dico: "Se tutti lo vedessero!".
Io ne possiedo il DVD e si potrebbe trasmettere in assemblea plenaria, magari fra due mesi. Cosa ne pensate? Non sarebbe bello?

Gli strumenti dell'agire

" [...] Ma non dobbiamo dimenticarci che siamo ragazzi di 16-17-18 anni, o comunque giù di lì, non possiamo farci carico di qualcosa che, ci piaccia o no, è molto, ma molto più grande di noi.Detto questo non voglio fermarmi, non voglio che ci fermiamo, ma credo sia essenziale fermarci a riflettere solo un secondo. Voglio che tutti gli "estremismi" che ci contraddistinguono, come singoli o come gruppo, siano riconosciuti e lasciati per un po' in cantina; voglio che sia il gruppo, ora, ad agire: serve certo il "leader", ma nella condizione in cui ci troviamo al Parini è meglio per tutti lavorare in gruppo.E il gruppo deve funzionare perchè, orami, ci sopno tantissimi studenti che credono in noi; perchè al Parini abbiamo messo sù qualcosa che, magari a lungo termine, in un futuro smuoverà l'ordine scolastico... [...]" Riccardo

Ho citato parte di un commento che troverete in forma completa come risposta a "Dialogo e determinazione" per sottolineare l'importanza di quanto detto da Riccardo, che ha suscitato in me una riflessione.
Mi sono sempre sentita toccata da quelle persone che si adossavano appieno le loro possibilità e le loro capacità (spesso in una sincera consapevolezza di cosa siamo), azione che di per sè comporta il non eccedere, il non estremizzarsi e la coerenza con sè, e che in tal modo agivano. Il difficile sta nel comprendere quando si raggiunge una tale situazione, quando si agisce sul terreno del possibile e non su quello dell'impossibile, quando camminiamo sulla strada dell'utile e non dell'inutile.
Mi guardo indietro e osservo i miei passi, i Nostri (stupendomi in parte di quella leggera scontentezza che ci nasce in seno a riguardo), quelli del collettivo e quelli di insegnanti, dirigenti e genitori. Poi rifletto sull'ambito più ampio della storia; su Beppe Grillo; sulla mia famiglia.
E cerco di trar fuori una tesi che non è altro, per ora, che un balbettio o uno sfreguglio in testa.
Ho una certezza, tuttavia,che mi viene da dentro, ed è che il criterio per distinguere l'agire dal non agire lo abbiamo già: la realtà.
Così dicendo eccomi tra le mani gli strumenti dell'agire: le regole stesse che fondano la realtà.
Tre sono chiare ed evidenti: le leggi, la passionalità dell'uomo e la sua capacità. Altre, spero di trovarle.
Ognuno di noi può usare questi strumenti, se vuole agire; ognuno di noi può fermarsi dopo averli utilizzati; ognuno di noi può evitarli per non agire.
Nessuno però potrà mai fingere di aver agito o di aver voluto farlo senza averne utilizzato i più. A riguardo, ritengo che il sommo e sublime strumento del non agire sia il finto agire di coloro, ipocriti!, che "vogliono fare" e non coloro che scelgono, tra le loro possibilità, il non agire.
Infatti Agire è espandersi fino ai confini del terreno del possibile, il non agire è sia l'annullarsi come agente sia l'espandersi al di là di tali confini, sul terreno dell'impossibile e dell'inutile.
Avviene così che i modi dell'agire siano attesa o silenzio o energia o compromesso o impeto..., ognuno collocati dove realtà permette.

25 dicembre 2005

Fare il punto?

Mi scuso per l'evidente lunghezza del post...

Come previsto, le vacanze di Natale permettono a tutti di trarre un respiro profondo dopo l’intenso susseguirsi di avvenimenti nelle ultime settimane di scuola, dalle silenziose polemiche post-cogestione, alla forte e fortemente contestata occupazione, all’aria pesante che si respirava nei giorni successivi a tutto ciò, e poi polemiche, polemiche e ancora polemiche. Fiumi d’inchiostro versati da chiunque, al corrente o meno dei fatti veramente accaduti, desideroso o meno di comunicarli nel modo più obiettivo possibile, lettere spesso condite di slogan e di politica/polemica accesa e forse incosciente… E infine, chi ha avvertito in tutto ciò qualcosa di catastrofico, l’impossibilità di un dialogo tra due parti evidentemente così dissimili e così granitiche nelle loro certezze, e di qui le numerose crisi nervose senza uno scopo in particolare, semplicemente sintomi di una violenta perdita della razionalità. E in fondo, tanta sfiducia.
E’ dunque l’ora di ricostruire, in base ai fiumi d’inchiostro e alle nostre memorie, una versione dei fatti da cui il Parini possa imparare qualcosa.
In primo luogo è dunque essenziale chiarire un punto: è giusta un’occupazione? Al di là degli evidenti errori che sono stati commessi nella settimana dal 12 al 17 dicembre, l’occupazione è davvero il modo migliore di reagire alla situazione politica attuale?
A questo proposito, oggi pomeriggio ho ritrovato alcuni volantini, stilati in occasione delle elezioni per il Consiglio d’Istituto nel dicembre del 1975, che spero di essere in grado di pubblicare online nei prossimi giorni. Uno di questi parlava di un’occupazione contro le leggi allora vigenti sull’aborto, e parlava di donne che (come sappiamo tutti) erano costrette a rivolgersi ai “baroni della medicina” (cit. dal testo) per un aborto clandestino in cui spesso rimettevano la vita. A giudicare da quanto si dice negli altri volantini, per una tale occasione hanno occupato, organizzando una sorta di teatro improvvisato su questo tema.
Oggi… Legge 196, il governo, mentre si avvicinano le tanto invocate elezioni del 2006, prende in considerazione la possibilità di un referendum per rivedere la legge sull’aborto, sotto le pressioni di un paio di personaggi che sulla carta non dovrebbero avere nulla a che fare con la politica. Date le ultime inclinazioni della politica italiana, chiunque sa che questa è una manovra per strizzare l’occhio a quella fetta di elettori che è saldamente ancorata a quei discutibili principi che secondo alcuni sarebbero alla base della cultura italiana, e che negano tassativamente ogni possibilità di aborto legale. Fermo restando che questa fetta potrebbe non rimanere persuasa da un governo che in fondo si è contraddistinto presso chiunque per un’evidente incapacità di concludere alcunché di realmente fruttuoso, essa non è comunque rilevante rispetto ad una consistente maggioranza che, alle urne, forse riflette sull’importanza dei diritti umani.
E per questo servirebbe occupare. Vuoi discutendo del cioccolato, vuoi improvvisando un istruttivo teatro. L’occupazione è uno strumento che si pone come una protesta forte ed intransigente. Si può essere forti ed intransigenti contro chi si mostra realmente convinto, saldo e pericoloso nei suoi intenti, ma non contro chi invece solleva risate ovunque perché è un perfetto incapace (vedi Moratti sindaco). Per neutralizzare quel genere di individui, basta un sorriso e un voto.
Senza contare che un’occupazione, ponendosi come protesta forte quale è, in queste circostanze può essere sapientemente strumentalizzata da chi ha fatto del vittimismo il suo passatempo preferito. Penso al Berlusconi che ha preso in mano l’Unità del 1953, che parlava della morte di Stalin e lo encomiava in qualità di grande statista, e con quel pretesto ha reso la sinistra italiana “colpevole della morte di 20 milioni di persone”. Allo stesso modo, un’occupazione può dare origine ad un filone di polemiche che parlano di violenza, di pretestuoso tentativo di prendersi un periodo di vacanza (sto parlando a prescindere da ciò che è successo al Parini), che consumano anche un’azione partita con la migliore delle intenzioni. Questa è l’opinione dei genitori di coloro che davanti all’occupazione sono tornati dritti a casa con un mezzo sorriso, genitori facoltosi o meno ma sicuramente apprensivi ed estremamente orgogliosi, quelli che dipingono tutti coloro che si mettono tra il proprio figlio e la scuola come mezzi delinquenti e scioperati.
E ancora, spesso si fa riferimento all’occupazione come “anacronistica”: ma non nel senso di “superata”, piuttosto nel significato di “inefficace tenendo conto della situazione attuale”; troppe volte utilizzata per lotte politiche dal dubbio contenuto, e troppe volte conseguentemente contestata, da alcuni considerata un rituale annuale… E’ ad un veicolo del genere che dovremmo affidare le nostre proteste? Forse un giorno, per tempi più duri o quando si sarà spogliato di quest’aura di cosa vana, potrà essere considerata nuovamente come efficace, ma non ora, non ora.Cogestire, o al limite autogestire: proteste fatte da studenti con professori, votate democraticamente e spesso approvate all’unanimità. Per il momento ritengo che questi metodi rappresentino l’unica possibilità realmente efficace, che presenta il problema ma non la soluzione, che infatti va lasciata all’arbitrio del singolo.

21 dicembre 2005

Già che siamo sotto natale...

Auguri di Natale! (Audio mp3, genere Grindcore)
E' una mia creazione relativamente vecchia, ma che nulla ha che fare con AlternativAperta... La ritengo una canzone perfetta per togliere quell'aura di buonismo beota al Natale e vederlo per quello che è: un attimo di riposo tra un anno e l'altro. Auguri a tutti, AlternativAperta e non solo.

20 dicembre 2005

Manganellini...!

Ripensavo a mercoledì 14 dicembre, tanto per cambiare. In quel giorno di cose ne sono successe veramente tante, difficile fare ordine e dare ad ogni cosa il peso che merita.
Indi ripensavo a quando ero a tenere con le spalle la porta che fu causa di tante risse quel giorno, e alle parole dell'Agnese (o della Natalia), che facevano riferimento al fatto che ci avevano trovati ("ci" chi? Questi misteri insolubili...) non so quanti giorni prima con dei manganellini e delle magliette, o dei cartelloni attaccati sulle magliette, recanti scritte come "Parini Police". Uhm... L'Agnese/Natalia evidentemente mi vedeva energumeno nerboruto e disposto a prendere a manganellate a mio piacimento chiunque non si attenesse rigidamente alle regole; ma chiunque sa che esattamente energumeno non sono. Nessuno di noi Alternativapertini (parola di conio fresco) lo è... Mentre chi faceva l'ostacolo umano davanti a quella porta lo era, e anche tanto. Le misure dei bicipiti di chi faceva parte della catena erano assolutamente considerevoli, decisamente al di sopra della media. E vedono ME con un manganello, che richiede una certa forza per essere ben manovrato, suppongo. I manganelli non devono essere esattamente qualcosa di leggero... Di conseguenza ripenso all'assurdità delle frasi che mi ha detto in quell'occasione, e mi stupisco come qualcuno ci possa credere, davvero o per finta. Tanto più un intero gruppo...

Da leggere..

Giulia mi scuserà per aver copiato parte del suo titolo, ma anche questa volta calza proprio a pennello. Giusto pochi minuti fa ho preso in mano il Corriere Milano e cosa trovo in prima pagina?!? Vandali a scuola, evacuato il Berchet...incendio doloso nei bagni della scuola durante l'autogestione.
Il mio primo pensiero è stato: che ironia..e subito dopo..che tristezza!
Dopo aver velocemente scorso le parole della nostra amica Sacchi, che come al solito narra la cronaca di questa vicenda, mi sono ritrovata a leggere la spalla di De Rienzo (in prima pagina con continuazione in quinta) e sono rimasta impressionata e - perchè no? - esaltata. In pochi minuti mi ha fatto capire perché questa settimana ho fatto quello che ho fatto, ha riportato un po' di chiarezza nella mia mente. E per questo lo ringrazio.
Problemi con lo scanner mi impediscono di postarlo, perciò mi prenderò la briga di ricopiarlo (penso che ne valga la pena!):

LA TERRA DI NESSUNO di Giorgio De Rienzo
Ricordare che la Scuola è un bene comune di cui usufruire certamente, ma insieme da preservare, può sembrare persino patetico di fronte alle notizie di cronaca che arrivano e non solo da questa ultima settimana. E' un principio talmente elementare (e banale) che, come tutte le cose semplici, appare oggi irrimediabilmente retrò. Chi si indigna su quello che è capitato, specialmente in questo ultimo anno, nei licei di Milano, rischia di passare per "forcaiolo". Pazienza. Queste persone di buon senso si prendano pure dei retrogradi, dei forcaioli e - come è naturale - dei "fascisti", ma non rinuncino a condannare questo andazzo sempre più rovinoso. Se si va avanti così la scuola invece di essere una cosa comune diventerà (lo è già in molti casi) una terra di nessuno: dove tutti possono devastare, incendiare, allagare con la certezza dell'impunità.
Eppure prima o poi qualcuno dovrà prendere la questione di petto e cercare dei rimedi efficaci per quanto odiosi possano essere. Si potrebbe cominciare a ristabilire alcune regole di base. Le occupazioni (o le autogestioni) delle scuole sono forme dimostrative di protesta che restano tuttavia di per sé illegali, e tanto più quando non sono condivise dalla totalità degli studenti e ledono perciò la libertà sia pure di minoranze, se davvero di minoranze si tratta. Diventano ancora più illegali ed educativamente pericolose quando recano non solo una interruzione delle lezioni, ma anche danni: distruggere anche solo una sedia o un banco è un atto di vandalismo che non può rimanere impunito, se non si vuole che diventi immediatamente contagioso. Forse non c'è da aspettarsi molto dai presidi, che temono troppo l'impopolarità e si curano più di aspetti di facciata che di educazione reale, forse poco possono fare in concreto i professori. L'unica speranza rimane che siano i giovani (in questa latitanza clamorosa degli adulti) a prendere coscienza dei loro errori gravi. E l'errore più grave è quello della difesa comunque di una categoria (ma gli studenti sono una categoria?) o di un astratto principio. O per dirla con maggiore chiarezza l'errore più grave è quello dell'omertà, che è un peccato degli adulti che i giovani hanno purtroppo imparato troppo bene. Scaricare le colpe dei vandalismi su "esterni"che però non si denunciano è vile: i ragazzi devono rompere questo ignobile circolo chiuso di omertà.


Spero che questo articolo non resti chiuso nelle pagine del Corriere di oggi o su questo blog, ma arrivi anche ad altri e sortisca qualche effetto, piuttosto che passare (come tante altre cose) del tutto inosservato. Perchè sarebbe davvero ora che succedesse qualcosa, che qualcosa cambiasse!

19 dicembre 2005

Scripta manent

Pubblico qui di seguito il programma dell'autogestione al Parini presente su internet ormai da settimane.

- Martedi 13:
"Assemblea plenaria su con Renato Sarti, peace reporter, Elio de Capitani"
Collettivi:
"Falluja, fosforo bianco"
"G8"
"banlieue"
"Palestina, voci dalle palestina"
Proiezioni:
"filmati by GlobalTV"
"The take"

- Mercoledi 14:
"Giornata a tema: Comunicazione":
Assemblea plenario con GlobalProjectMilano
Collettivi:
"Writers + filmati"
Laboratori Radio
Proiezione di "Viva Zapatero"
grigliata anni ’70 e Vin Brulè

- Giovedì 15:
Assemblea Plenaria: Illegalità/Diritto di Resistenza con Migranti di Via Lecco e con la cooperativa "I Germogli" che preprarerà l’aperitivo bio con vini e miele autoprodotti
Proiezione di "Anagramma via Artom"
"la Schivata"
"Requiem for a dream"
Collettivo su "Antiproibizionismo"

- Venerdì 16:
"Giornata a tema: legge 194" con Franca Rame
Collettivi su:
"Chiapas"
"NOTAV/NOPONTE/NOMOSE"
"I CENTOCINQUANTAMILA DELL’ASSEDIO AL PARLAMENTO" con Unisurfers e proiezioni by GlobalTV
"Lavorare con lentezza"
"Romanzo Criminale"
Serata con le band della scuola e a seguire dj set

- Sabato 17:
Plenaria con i Lavoratori precari della Scala e precari della Taverna Sociale Clandestina
Collettivo "No cultura del Lavoro" con filmato: "BestWestern - stop stage"
Cafe Letterario e proiezione spettacolo teatrale di Beppe Grillo

Con il vostro aiuto, vorrei tentare di ricostruire quali iniziative hanno effettivamente avuto luogo e quali invece no. Commentate questo post e scrivete quello che sapete.
Grazie

Day after

Oggi, ad occupazione conclusa, abbiamo trovato lo spazio studenti così:
Un tavolo solo deglio otto che c'erano, bruciato nel mezzo; tre sedie su dieci; sigarette già rollate abbandonate; mozziconi per terra; tappetini sottratti a una palestra in un angolo (usati per dormire?); volantini del Collettivo Rebelde sparsi un po' ovunque; scritte offensive nei nostri confronti sulle pareti.
Ora però non è il momento di piangerci addosso. Durante gli intervalli riporteremo tutto com'era prima: chi vuole collaborare è il benvenuto...
E' il momento di voltare pagina.

Un po' di umorismo /3

Prosegue la fiera pubblicazione delle vignette firmate da Giovanni Cairo.

Un'assemblea durante l'occupazione
E se ci avessero fatto votare?
Ma dove andranno mai a finire i ricavati del baretto autogestito?
Cattiva, questa! Direi quasi... "faziosa"...


(a scanso di equivoci... le didascalie sono mie, e non riflettono necessariamente il pensiero dell'Autore, liberamente interpretabile da ciascuno: altrimenti che satira sarebbe?)

Da Ponte di Legno...

Pubblico qui di seguito un intervento postato da FoFo87, studente presso l'Istituto Alberghiero di Ponte di Legno nonché esponente del Collettivo della sua scuola, sul Forum del Parini:

Avviso da parte del collettivo studentesco del c.f.p Ponte di Legno!

E uno scandalo quanto successo al Parini.
State distuggendo una immagine della scuola italiana.
La paura e la regressione nei confronti di organi sopra di voi è illecita e innopportuna.
Solo col dialogo si possono avere dei risultati soddisfacente e concreti.
Non con la violenza e la depravazione di (ne sono convinto) alcuni stupidi buffoncelli di milano.
La vita scolastica e dura, anche qui a 1280m di altezza.
Dove i problemi li risolvi te e nessun altro.
Basta lamentarsi e piangersi addosso.
E tempo di reagire.
E tempo di finire questi anni che mancano e prendersi le proprie soddisfazioni non nella scuola...............ma nella vita!!!!

L'amaca

Venerdì scorso Michele Serra, già ospite al Parini nell’ambito della cogestione, ha dedicato a noi la sua rubrica quotidiana su Repubblica. Poche righe, dense ed efficaci, che condivido assolutamente, e di cui lo ringrazio.
L’orientamento politico non è dato solo dai nomi, dalle ideologie, più in generale dalle parole: è costituito anche da fatti, dai metodi con cui le idee vengono portate avanti. E se le ultime profetiche righe de “l’amaca” fossero meno lontane di quanto si possa pensare? D’altronde, tra le sabbie mobili della retorica può emergere qualunque sorta di essere, cucciolo o mostro... un’ideologia impetuosa, violenta, costruita su una dialettica confusa, è una corazza che può contenere cavalieri molto diversi fra loro, accomunati solo dalla voglia di brandire una spada.
Consapevoli di ciò, accogliamo il consiglio di Michele: continueremo a difendere, per quanto possibile, la mediocrità della democrazia.

Noi che "siamo così coi professori"...

Tradotto in linguaggio intelleggibile, "noi che andiamo a braccetto con loro". Frase che mi è stata detta oggi. I professori, certo, nemici giurati del Collettivo Rebelde, a quanto pare. Mi piacerebbe sapere quanto davvero gli stessi professori se ne rendano conto. E sapere anche cos'è per il collettivo (o chi se ne fa portavoce) "essere così", e di conseguenza anche non esserlo. Perchè se esserlo è dipendere direttamente da loro, controllarli ed esserne controllati, vendersi a loro per chissà quale sordido scopo, allora non lo siamo. Se non esserlo è fare brutto contro chiunque non stia dalla tua parte, farsi largo in branco con qualcosa che se non è violenza ci va drammaticamente vicino, reputare i professori un ostacolo alla propria formazione, allora lo siamo. Cento volte. E allo stesso modo, si potrebbe dire che il Collettivo Rebelde "è così con gli zarri". Quale delle due categorie sia peggio, sta a tutti noi decidere.
Arrivano, come previsto, i discorsi concitati che parlano di diffamazione; la mia canzone e le vignette di Giovanni Cairo sono considerate un atto "gravissimo", io non so distinguere tra droghe leggere e pesanti (come se fosse questo il tema della canzone, o perlomeno l'idea che la anima), chi ha fatto satira "rischia tantissimo". Non ha invece rischiato chi ha scritto, sotto i miei occhi, "caccia all'Antonini" davanti ad una delle porte principali della scuola, così come non hanno assolutamente rischiato coloro che, tra un bivacco e l'altro nelle aule, si è divertito ad imbrattare lavagne e strappare cartine coprendole di scritte ingiuriose, e non ha rischiato nemmeno chi, nel disinteresse generale, ha abbellito i muri con frasi non diverse da quelle sopra citate. Almeno potevano scrivere con una grafia meno vomitevole. Nessuno però saprà chi sono stati questi ultimi, eppure il loro atto è ben più grave di un "collettivo vaffanculo" alla fine di una canzone.

18 dicembre 2005

Da leggere e rileggere
























Da leggere e rileggere... e rileggere...

Rassegna stampa 17/12

Come al solito, cliccate sulle immagini per ingrandirle:
Corriere della Sera


La Repubblica